Il 1958 fu l’anno della definitiva abolizione delle case chiuse in Italia, ma da allora l’infinito dibattito tra chi vorrebbe riaprirle e legalizzarle e chi è contrario a questa ipotesi non si è mai placato. La discussione è arrivata recentemente perfino in Parlamento, con le dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini, che si è detto favorevole ad una netta modifica della legge Merlin, che prevederebbe apertura e legalizzazione delle case chiuse.

Il dibattito, la cui soluzione in Italia sembra quantomeno più vicina, è stato già risolto invece in altre zone del continente europeo e del mondo. Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Austria rientrano tra i paesi permissivi, ovvero dove l’attività di escort è riconosciuta come lavorativa. Stesso discorso, dall’altra parte del mondo, per quanto riguarda la zona orientale del continente australiano, ma anche Messico e Perù nel continente americano. Per quanto riguarda gli USA, invece, nel solo Nevada è considerato legale pagare per una prestazione sessuale, mentre continua incessante il dibattito negli altri stati.

E’ giusto sottolineare che esistono vari livelli di tolleranza: si va da una legalizzazione completa, che comprende il permesso di aprire veri e propri bordelli e case chiuse, ad una che permette l’esercizio autonomo, con tanto di tassazione, ma non riconosce le strutture di settore. Leggi e dinamiche dovute in gran parte alle differenti mentalità e culture dei diversi paesi, che lasciano comunque spazio a qualche strana eccezione: ad esempio Svezia, Norvegia e Francia, da sempre progressiste, che vietano totalmente la prostituzione e dove il dibattito al riguardo si è addirittura inspiegabilmente affievolito. L’intransigente Turchia, invece, ha già da tempo legalizzato e riconosciuto come attività lavorativa quella delle escort, così come la Tunisia.

L’Italia e la maggior parte dei paesi europei vietano invece lo sfruttamento organizzato e l’induzione alla prostituzione. Nessun divieto esplicito dell’atto o imposizione, ma una cronica linea sottile che oscilla tra permissivismo e divieto. Le novità, però, sembrano dietro l’angolo. Sono previste, entro la fine dell’anno, grandi novità e proposte di legge, che favoriranno la legalizzazione ed il riconoscimento dell’attività di escort e gigolò e che garantiranno, soprattutto, una maggiore chiarezza sull’argomento.