Sesso e disabilità: un connubio che nel nostro Paese si infrange ancora contro il muro della morale, degli stereotipi e degli strambi pregiudizi. Eppure in Italia ci sono circa 4 milioni di portatori di disabilità e, lo assicura la scienza, hanno le stesse esigenze sessuali e fisiche di tutti gli altri. Purtroppo, una delle prime libertà che si perdono quando si è disabili è la propria intimità, ma non per questo va trascurata, sottovalutata o inibita.

Anche in situazioni difficoltose od atipiche, quando il proprio corpo rappresenta un ostacolo, uomini e donne sono comunque in cammino verso la normale dimensione affettiva adulta, rappresentata dalla ricerca di affetto, amicizia, sessualità e appagamento nelle relazioni sociali. Barriere culturali, ideologiche e perbenistiche devono essere abbattute: il sesso per portatori di handicap non deve rappresentare un tabù, il diritto di vivere appieno la propria sessualità deve valere per ogni essere umano.

In molti paesi d’Europa, soprattutto nel nord del continente ed in Scandinavia, sono attivi servizi di assistenza sessuale per disabili, in cui professionisti del settore rappresentano un ausilio fisico e mentale concreto, attivando di fatto la vita sessuale dei portatori di handicap. In Italia, invece, nonostante un progetto di legge presentato in Parlamento nel 2014 e l’istituzione di corsi specifici sul tema, la professione di assistente sessuale non è ancora del tutto riconosciuta e, nei pochi casi in cui viene praticata, non prevede un rapporto completo, ma si limita semplicemente all’autoerotismo. Ecco quindi che spesso vengono chiamate in casa le sex workers, molte delle quali si dichiarano disponibili a rapporti con soggetti disabili.

La piattaforma Luxury Incontri sarà una della prime in Italia a specificare, per i propri professionisti, la disponibilità o meno a intrattenere rapporti sessuali o incontri intimi con portatori di handicap. Un piccolo ma importantissimo segnale di apertura verso un netto cambiamento di prospettiva nel modo di considerare la sessualità legata alla disabilità. Una nuova frontiera, un sacrosanto principio che viene, finalmente, onorato e rispettato.